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Archive for novembre 2013

La grande svendita

©Marco di Lauro/ Getty Reportage/ DER SPIEGEL

©Marco di Lauro/ Getty Reportage/ DER SPIEGEL

Mi stavo preparando a scrivere qualcosa di frivolo in vista del weekend, poi mi sono imbattuta in un articolo del settimanale tedesco “Der Spiegel” (quello del piatto di spaghetti con aggiunta di pistola in copertina). L’articolo è in inglese, così lo può leggere anche chi non mastica tedesco.

È un ritratto abbastanza desolante di Milano, già il titolo la dice lunga: “The great sell-off: Milan mired in crisis of money and spirit” (“La grande svendita: Milano strangolata dalla crisi economica e di spirito”).

L’articolo riporta anche commenti di Beppe Severgnini, che parla della (s)vendita di due simboli della città: l’Inter e la sede storica del Corriere della Sera in via Solferino. Si passa poi a segni più concreti della crisi, come l’aumento delle persone che si rivolgono ogni giorno alle varie  mense dei poveri. Per finire con l’evento che dovrebbe fungere da rilancio per la “capitale morale”, Expo 2015. Anche in questo caso, però, il giornalista tedesco che firma l’articolo non è molto ottimista: riporta infatti che la settimana scorsa il Presidente del Consiglio Enrico Letta avrebbe cancellato all’ultimo momento una cerimonia durante la quale avrebbe dovuto rivelare i progetti legati a Expo. Motivo? Aveva questioni più importanti di cui occuparsi.

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L’angolo della parola del giorno latita da tempo. Per farmi perdonare, oggi presento due parole, dal significato praticamente opposto ma con una costruzione molto simile.

La prima, che si trova di tanto in tanto anche in qualche testo italiano, è Schadenfreude: parola composta formata da Schaden, danno, e Freude, gioia, indica il piacere che si prova di fronte alle sventure che capitano agli altri, il godere delle disgrazie altrui. Se dovessi indicare un esempio di Schadenfreude, penserei a Nelson dei Simpsons e al suo tipico “HA-HA!”

Copyright Matt Groenig / Fox Broadcasting Company

Copyright Matt Groenig / Fox Broadcasting Company

La seconda parola è invece Fremdschämen. Anche in questo caso si tratta di una parola composta: Fremd significa straniero, ma anche altrui, mentre sich schämen significa vergognarsi. Fremdschämen indica il senso di vergogna che si prova quando qualcuno fa o dice qualcosa di talmente imbarazzante che ci si vergogna per lui (o lei). Una sensazione che il capitano Picard deve conoscere molto bene, almeno a giudicare dalla quantità di facepalm di cui è protagonista che si trovano in rete.

Copyright Gene Roddenberry / Paramount Pictures

Copyright Gene Roddenberry / Paramount Pictures

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