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Archive for dicembre 2015

Approfitto dell’ultimo giorno disponibile del 2015 per dedicarmi al consueto appuntamento con la Parola dell’Anno. La Gesellschaft für deutsche Sprache assegna quest’anno il primo posto a Flüchtlinge, ossia rifugiati, termine che nel corso del 2015 è stato usato molto spesso non solo in Germania, ma in tutta Europa.

Questo è il resto della classifica.

2) Je suis Charlie: slogan che ha riempito i media e i social network subito dopo l’attacco alla redazione di Charlie Hebdo in gennaio.

3) Grexit: crasi anglofona formata da Greece e Exit, ossia lo spauracchio della possibile uscita della Grecia dall’unione monetaria europea, che ha tenuto con fiato sospeso gli economisti del Vecchio Continente.

4) Selektorenliste: “lista dei selettori”, ossia l’elenco dei termini di ricerca online segnalati dalla statunitense NSA alla Bundesnachrichtendienst, l’agenzia di intelligence tedesca, che ha accettato di buon grado di collaborare, controllando e archiviando i termini ricercati dagli internauti tedeschi. Senza avvisarli di essere spiati, ovviamente.

5) Mogel-Motor: il “motore taroccato”, cioè il software che falsava i dati sulle emissioni inquinanti che ha fatto scoppiare lo scandalo Volkswagen.

6) durchwinken: verbo impossibile da tradurre letteralmente, si potrebbe parafrasare con “lasciare passare con una strizzatina d’occhio” e si riferisce all’atteggiamento di alcuni stati dell’Unione Europea, che negli ultimi mesi hanno lasciato passare nel proprio territorio migliaia di migranti e richiedenti asilo senza controlli.

7) Selfie-Stab: gli onnipresenti “bastoni da selfie”, dopo avere invaso le località turistiche del globo ed essere stati messi al bando in molti luoghi in quanto ritenuti oggetti molesti, si conquistano un posticino anche fra gli appassionati di linguistica.

8) Schummel-WM: in seguito alle accuse di corruzione mosse ai vertici della Fifa, si è ricominciato a parlare di “Mondiale Truccato”, ossia della possibilità che l’assegnazione dei Mondiali di Calcio 2006 alla Germania fosse stata comprata.

9) Flexitarier: contrazione di flexibel Vegetarier, cioè “vegetariano flessibile”, termine che si riferisce a chi, pur non avendo abolito completamente la carne dalla propria dieta, ne limita il consumo.

10) Wir schaffen das!: “Ce la faremo!” Slogan che ricalca lo statunitense “We can do it!”, è il motto con cui la cancelliera Merkel si è presentata alla Germania e al mondo per affermare che il Paese avrebbe potuto accogliere il gran numero di migranti che nel 2015 si sono riversati verso i confini tedeschi.

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Weil wir Dich lieben

Come era facilmente prevedibile, la frequenza con la quale aggiorno questo blog continua a essere bassina. Meno male che a dicembre c’è l’appuntamento con la Parola dell’Anno. Ma prima di occuparmi della classifica più amata dai filologi d’Oltralpe, voglio dedicare due righe alla nuova campagna pubblicitaria della BVG, l’azienda di trasporti di Berlino.

Il motto è “Weil wir Dich lieben” (“Perché ti amiamo”) e lo spot già diventato virale:

Il rap di Kazim Akboga inanella una lunga serie di situazioni in cui ci si può imbattere sui mezzi pubblici (uomini a cavallo, donne che tagliano cipolle, cani travestiti da squali) e di fronte ai quali lui, nei panni di autista/controllore, non fa una piega (“Ist mir egal” significa “Va bene, non mi interessa”). Almeno fino a quando non scova due passeggeri senza biglietto: quello non è assolutamente “egal”.

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