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Poliziotti italiani all'Oktoberfest di Monaco

È iniziata sabato scorso con la tradizionale apertura della botte da parte del sindaco l’Oktoberfest di Monaco, che si svolge ogni anno a cavallo tra settembre e ottobre. E, come accade ormai da molti anni, il secondo fine settimana della manifestazione è “das Italiener-Wochenende”, il week-end degli italiani. I nostri connazionali, infatti, che con il 19% di presenze si piazzano in cima alla classifica dei visitatori stranieri, scelgono soprattutto questo fine settimana per visitare la festa della birra più famosa del mondo.

Gli organizzatori conoscono bene le statistiche e in questi giorni in tutto il Wiesn, l’area dove si svolge la manifestazione, si leggono scritte e si sentono annunci bilingui, in tedesco e italiano. Per il decimo anno, inoltre, i poliziotti bavaresi potranno contare sull’aiuto di cinque colleghi del Südtirol, che forniranno loro assistenza nella gestione degli amanti della birra. Il sito della TV locale Bayerischer Rundfunk ci tiene a precisare che i “poliziotti in divisa blu” (le uniformi della polizia tedesca sono verdi) potranno, se necessario, arrestare persone di ogni nazionalità, non solo italiani.

Fonte foto: www.br.de/wiesn

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5 agosto, domenica. Decido di andare in spiaggia. Invece di fermarmi a Santa Monica, cammino lungo la Ocean Front Walk verso sud, direzione Venice Beach. E quando arrivo, vengo accolta da uno spettacolo a dir poco inaspettato. Oltre ai soliti palestrati che mettono in mostra i muscoli, agli artisti di strada e a vari personaggi che promuovono marijuana terapeutica ripetendo “It’s legal!“, c’è un’area che sembra uscita da un film di Bollywood: carri coloratissimi, bancarelle a tema vegetarianismo e reincarnazione e un palco sul quale si esibiscono delle bravissime danzatrici indiane.

Sono in India? No, a Venice Beach

Danzatrici al “Festival of Chariots” di Venice Beach

Sono nel bel mezzo del “Festival of the Chariots“, organizzato ogni anno dal movimento Hare Krishna. Faccio un giro fra gli stand e mi fermo davanti a quello degli snack: del resto non ho ancora pranzato. Poi un’insegna attira la mia attenzione: “Free Feast“. Come “free”? Mi avvicino e sì, le persone sotto la tenda distribuiscono cibo gratis. Mi aspetto di trovare almeno una cassettina per le offerte, invece no, non si paga proprio nulla.

Non si dice mai di no a un pranzo gratis

Prendo un piatto e mi siedo sull’erba mentre una band, su un palco poco distante, allieta i presenti con una versione moderna del classico mantra “Hare Krishna, Hare Krishna, Krishna Krishna, Hare Hare“. Il pubblico apprezza e balla senza sosta.

Bancarelle al “Festival of Chariots” di Venice Beach

Con la pancia piena mi sposto verso la spiaggia, non prima di un’altra tappa davanti al palco principale, dove è in scena una rappresentazione de “Il Mago di Oz 50 anni dopo”, con Dorothy coi capelli bianchi e l’omino di latta con l’artrite. Sulla spiaggia leggo “Lettere contro la guerra” di Tiziano Terzani, libro perfettamente in tema.

La giornata di conclude con un magnifico tramonto sulla spiaggia. Posso rincasare soddisfatta.

Tramonto sulla spiaggia a Santa Monica

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L’art pour l’art

Inaugurazione di una mostra al Tacheles, il centro culturale che sembra un centro sociale. Ho stupidamente dimenticato di portare la macchina fotografica, ma per chi non sapesse di cosa sto parlando, le scale hanno quest’aspetto:


Foto scattata due anni fa, ma non è cambiato quasi nulla.

Ho un po’ di tempo prima dell’inaugurazione, ne approfitto per gironzolare nel cortile fra le varie gallerie all’aperto. Varco il portone e sento puzza di bruciato: uno degli artisti, che a vederlo così sembra un meccanico, è impegnato a saldare una delle sue opere sotto a una tettoia, circondato da sculture in progress e pezzi di metallo vari. Mi fermo un attimo a guardare un toro gigante in bronzo (credo) e passo oltre.

In fondo al cortile c’è un angolino psichedelico, con dipinti coloratissimi e intricatissimi. L’autore è seduto su una seggiola da campeggio e mangia qualcosa che sembra pasta. Sotto una tenda lì accanto c’è un’altra galleria, composta soprattutto da disegni e schizzi. L’artista non gradisce che gli avventori scattino fotografie delle sue opere, e ha appeso un cartello in bella vista:

“Io vengo forse a casa vostra a fotografare vostra moglie nuda?”

Poco dopo le 19 mi avvio verso il quarto piano (ho perso il conto delle migliaia di gradini che ho calpestato da quando sono arrivata a Berlino) per la mostra vera e propria. Il titolo è “Italian ReStyle Project”: si tratta di una serie di eventi che andrà avanti fino al 12 dicembre e che vede protagonisti artisti italiani.

Entro nella prima delle sale che ospita la mostra e vengo accolta dall’opera ritratta sul volantino: “Miss Kitty”, di Paolo Schmidlin.

Attenzione: se siete molto cattolici potreste trovare questa immagine offensiva.

Alcuni dei quadri e delle installazioni mi piacciono molto, ad esempio un alberello tutto nero con delle faccine à la Jack Skellington al posto delle foglie, o quattro teste di stoffa che penzolano dal soffitto con varie parole ricamate sulla nuca (dai Sette Vizi Capitali a concetti tipo “Capitalismo” e “Distruzione”); altri sono un po’ troppo concettuali per i miei gusti, vedi l’installazione composta da un fascio di rami e un mucchietto di terra.

Fra i vari eventi in calendario c’è anche la pièce teatrale (o guerrila comedy, come specificato sul programma) “Bye Bye Berlusconi”. L’hanno messa di mercoledì sera, ma potrebbe valere la pena perdere un paio d’ore di sonno per andare a vederla.

Informazioni e fonte foto: http://www.tacheles.de

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Per le strade di Berlino

Le giornate si sono fatte grigie e corte, ma questo non significa che bisogna starsene rintanati in casa in attesa della primavera: per le strade di Berlino c’è sempre qualcosa da vedere.

Riese 3All’inizio del mese due marionette giganti hanno fatto il giro della città e si sono incontrate davanti alla Porta di Brandeburgo in occasione della Festa della Riunificazione Tedesca (3 ottobre). Lo spettacolo è stato concepito e realizzato da una compagnia francese; le marionette sono state assemblate e hanno provato i movimenti in un hangar dell’aeroporto di Tempelhof, ora non più utilizzato per il traffico aereo e sede di fiere e manifestazioni di vario genere. I responsabili dicono di avere iniziato a studiare un possibile percorso quasi due anni fa. Il risultato è stato davvero spettacolare, anche se le strade erano così piene di gente che si faceva quasi fatica a seguire le due marionette – la più “piccola” delle quali era alta 7 metri.

Riese 1

Riese 2
La settimana scorsa, invece, vari monumenti e palazzi storici hanno fatto da sfondo al Festival of Lights, giunto quest’anno alla quinta edizione. Gli organizzatori hanno anche indetto un concorso fotografico e, a giudicare dalla quantità di macchine fotografiche e cavalletti che si vedevano in giro, devono essere stati sommersi dalle fotografie.

Festival of Lights 2009 1
Festival of Lights 2

Festival of Lights 2009 3

Festival of Lights 2009 4 Festival of Lights 2009 5

Festival of Lights 2009 6

In contemporanea al festival si è svolta la Human Race, corsa di 10 Km in notturna. I partecipanti (più di 6000) non si sono fatti spaventare dalla temperatura non proprio estiva e hanno marciato lungo Unter den Linden, la via simbolo della nobiltà prussiana prima, e del regime comunista poi. Alla fine della corsa, atleti e pubblico hanno brindato con un bicchiere di Glühwein (vin brulè), venduto in uno dei tanti baracchini sparsi per la strada.

Prost!

Fonti: http://www.riesen-in-berlin.de

http://www.city-stiftung-berlin.eu

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