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Posts Tagged ‘stranezze’

Marzo sta per finire e in questo blog si stanno formando le ragnatele. Rimedierò con un post veloce sulle stranezze linguistiche, di cui fortunatamente la lingua tedesca è fonte inesauribile.

Tempo fa ho trovato il link a un sito dove è possibile comprare il poster “Denglish for better knowers”, perché anche gli inglesi si mandano ammale con il tedesco. Sul poster sono riportate le traduzioni letterali di alcuni vocaboli tedeschi. Di seguito trovate la versione originale tedesca, la traduzione letterale in italiano e la traduzione effettiva.

Denglish for better knowers

Besserwisser: colui che sa meglio (sapientone)

Glühbirne: pera che luccica (lampadina)

Windhose: pantaloni di vento (tromba d’aria)

Spaßvogel: uccello divertente (burlone)

Handschu: scarpa per la mano (guanto)

Angsthase: coniglio della paura (fifone)

Stachelschweine: maiale con gli aculei (istrice)

Glückpilz: fungo della fortuna (fortunello)

Vorhängeschloss: castello a tendina (lucchetto)

 

È difficile scegliere un preferito, ma “scarpa per la mano” è decisamente in pole-position.

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Bye bye LA

Ultime ore a Los Angeles. La valigia è chiusa, lo zaino pronto. Non mi sembra vero che siano già passate 10 settimane (più di 2 mesi) dal mio arrivo.

Non sapendo a cosa dedicare l’ultimo post dalla West Coast, ho pensato di condividere una cosa curiosa. Nel campus della UCLA c’è un giardino botanico, il “Mildred E. Mathias Botanical Garden“, nel quale si possono osservare piante provenienti un po’ da tutto il mondo, oltre che tartarughe che nuotano nei ruscelli e prendono il sole sulle rocce e carpe enormi. E visto che in America tutto è grande, anche le pigne sono giganti.

Traduzione: “Attenzione, caduta pigne da 10-15 libbre (4,5-6,5 Kg)”.

Come, pigne da più di 4 Kg? Impossibile. E invece no, eccone una lì sotto l’albero:

Dalla foto forse non si colgono bene le dimensioni, ma paragonandola alla mia mano…

Meno male che non me ne è caduta una in testa mentre facevo la foto.

Bye bye LA, I’ll miss you!

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Le (in)fallibili Poste Tedesche

Quando ho aperto questo blog ero convinta che al mio rientro in Italia l’avrei mandato in pensione: del resto un diario di viaggio si scrive mentre si è in viaggio. Il piccolo invece è sopravvissuto, anche se gli aggiornamenti sono stati sporadici. Ma col post del 31 dicembre scorso pensavo davvero di avere messo la parola fine a quest’esperimento.

E invece no, perché di tanto in tanto qualche brandello della mia trasferta berlinese torna a galla, di solito nei modi più strani. Attraverso la posta, ad esempio. E non semplicemente sotto forma di auguri di Natale da parte della mia ex-coinquilina in procinto di partire per un tour delle Americhe, dal Canada all’Argentina. No, sarebbe troppo banale. Il brandello in questione è arrivato in una busta bianca riportante il timbro “MISSENT TO THAILAND”, ossia “spedito per errore in Thailandia”.

Si trattava della richiesta di pagamento per un’ambulanza. La versione breve della storia è che, il giorno in cui sarei dovuta rientrare in Italia coi miei, è successo qualcosa per cui c’è stato bisogno di andare all’ospedale in ambulanza, con annesso rinvio della partenza, pagamento di vari extra, ricerca di un deposito dove lasciare i bagagli e discorsi con medici e infermieri vari, il tutto rigorosamente in tedesco. Sul momento abbiamo pagato solo una specie di ticket di 10 euro in quanto non residenti, e io pensavo che fosse finita lì. Invece lo scorso ottobre mio padre riceve una richiesta di pagamento per l’ambulanza di 300 e passa euro. Gulp. L’assicurazione non copre questo tipo di spesa e i soldi li dobbiamo sborsare noi. Nel tradurre la lettera incontro un termine che non ho mai visto e che significa “sollecito di pagamento”. Ma i solleciti non si spediscono quando il primo avviso è stato ignorato? Visto che non ho mai ricevuto nulla del genere (figuriamoci in tedesco!) e che quella è la prima lettera che riceviamo dall’ospedale, decido che si tratta di un semplice “avviso di pagamento” e accompagno i miei a fare il bonifico.

Il mistero si risolve più di due mesi dopo, quando mio padre si ritrova tra le mani la suddetta busta contenente proprio il famoso primo avviso di pagamento. Busta che, per andare da Berlino a Milano, ha fatto il giro panoramico ed è passata dalla Thailandia. Del resto, da Mailand a Thailand il passo è breve. O no?

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Caricare, puntare, fuoco!

Questa, ahimè, me la sono persa: domenica pomeriggio, Görlizer Park, Kreuzberg. Il parco si trasforma in un campo di battaglia sul quale si scontrano, a colpi di palle di neve, gli abitanti di Kreuzberg e quelli di Neukölln. Un’azione organizzata via Facebook che ha coinvolto centinaia di berlinesi, decisi a portare alta la bandiera del proprio quartiere.

Ho poi scoperto che, in estate, si combatte un’altra battaglia di questo tipo, che contrappone però Kreuzberg e Friedrichshain, e che, vista la stagione, vede le due parti fronteggiarsi a colpi di gavettoni e frutta marcia. Il luogo dello scontro è l’Oberbaumbrücke, storico ponte sulla Sprea che, oltre a collegare i due quartieri, era uno dei punti di passaggio da est a ovest ai tempi del Muro.

La tradizione è iniziata una decina di anni fa, quando il comune ha deciso di accorpare i due distretti in un’unica circoscrizione amministrativa; decisione che non è stata accolta di buon grado dagli abitanti dei quartieri in questione, almeno a giudicare dalla passione con cui si buttano addosso di tutto. Fino ad oggi Friedrichshain si è dimostrato “tecnicamente superiore” e ha vinto tutte le edizioni della battaglia.

L’idea è assurda e divertente, ma non invidio i poveretti che, alla fine della giornata, devono ripulire il macello lasciato dai combattenti.
 

Info:
http://www.bz-berlin.de/bezirk/wilmersdorf/hunderte-berliner-bei-schneeballschlacht-article689333.html
http://de.wikipedia.org/wiki/Gemüseschlacht_(Berlin)

Fonte foto: http://www.bz-berlin.de – REUTERS

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Cibo e stranezze – Parte 1

Questo fine settimana è stato all’insegna del “melting pot gastronomico”. Sabato mattina ho incontrato un’amica italiana che faceva scalo a Berlino prima di proseguire verso Bangkok e, dal momento che aveva qualche ora a disposizione, ne abbiamo approfittato per pranzare insieme e fare due passi. Siamo andate alla “Kartoffelhaus N°1”, dietro Alexanderplatz. Caratteristica del locale: tutti i piatti sono a base, o quanto meno contengono, patate. La mia baked potato con salmone affumicato si presentava bene:

Cigno-Patata

Sabato sera la mia coinquilina mi ha portato a Friedrichshain nel locale dove lavora la figlia, una vecchia macelleria trasformata in birreria. Tutte le birre sono distillate artigianalmente del gestore e leggendo il menù mi sono quasi commossa: una birra o sidro medi costano 1,90€, il mezzo litro 2,80€. Anche i panini (preparati “in casa” con lo stesso lievito usato per la birra, se non ho capito male) partono da 1,90€.

Oggi invece siamo andate a pranzo da un’amica italiana della mia coinquilina. Tipico pranzo italiano della domenica: pasta al forno, polpettone farcito con patate arrosto, doppio dolce e caffè. Una passeggiata, dopo tutto quel cibo, era d’obbligo. Siamo finiti alla Badeschiff, una piscina all’aperto allestita nel bel mezzo della Sprea, il fiume di Berlino, con tanto di sabbia, sdraio e dj-set.

Tornati a casa di questa ragazza italiana, che abita in un loft su due piani all’interno di una ex stamperia riconvertita ad uso residenziale, ho anche potuto ammirare l’ultima trovata berlinese per risolvere il problema del posto auto:

Parcheggio? No problem!

Perché lasciare l’auto sotto casa, quando puoi portartela fin sul balcone?

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